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Under 14 m.le

Il Progetto Roma SUD – Bassilichi alle finali nazionali Under 14 maschili

Si è disputata, nel week-end appena trascorso, in Val Camonica la finale nazionale maschile under 14 a cui hanno partecipato, eccezionalmente, ben due squadre del Lazio.

02/giu/2009 | Progetto Roma Sud
Foto Progetto Roma Sud

Foto Progetto Roma Sud

Si è disputata, nel week-end appena trascorso, in Val Camonica la finale nazionale maschile under 14 a cui hanno partecipato, eccezionalmente, ben due squadre del Lazio; la prima era il Progetto Roma Sud Bassilichi vincitore della fase regionale e la Pallavolo Velletri seconda classificata che era stata ripescata all’ultimo momento per la defezione del Molise.

La prima considerazione, doverosa per chi frequenta la pallavolo da tanti anni, riguarda la qualità  altissima dei sette impianti che hanno ospitato la manifestazione. Tutti i palazzetti in cui si è giocato Camonica sono palestre comunali di paesi (per non dire paesini) con al massimo qualche migliaio di abitanti, le distanze da percorrere da un impianto all’altro sono minime (entro 4 / 5 km) ed il peggiore di essi era di gran lunga più confortevole del migliore impianto in cui si è svolto il campionato di eccellenza a Roma. Prima di chiudere questa parentesi bisogna anche menzionare il confort degli alberghi e la qualità  della organizzazione evidentemente ben rodata dai molti anni di esperienza acquisita nel condurre manifestazioni a ventuno squadre (le under 14).

Dovendo poi fare una considerazione dal punto di vista tecnico organizzativo, bisogna dire che gestire al meglio in solo tre giorni e mezzo un torneo a ventuno squadre, non è una cosa facile; in questo caso, però, nell’individuazione della squadra più meritevole non c’erano problemi perchè la Sisley Treviso, con il suo strapotere fisico unito ad una buona tecnica, ha messo d’accordo tutti; diverso è il ragionamento sui piazzamenti in classifica che, a mio avviso, non hanno sempre rappresentato i valori espressi sul campo.

Nei primi due giorni, infatti, si disputano quattro gare, al termine delle quali si stila una classifica avulsa; nonostante che la squadra romana abbia infilato una serie di quattro 2-0 nella classifica finale non si è piazzata meglio che terza. In questa fase c’è da segnalare una gran bella gara contro la Lube Macerata, che partita per raggiungere il podio, implode da lì in poi in una crisi irreversibile. A questo punto inizia il terno al lotto degli accoppiamenti dei quarti di finale che in gara secca e DUE SU TRE e di mattina decidono il futuro delle squadre. Al Progetto Roma Sud tocca affrontare la testa di serie numero sei la squadra abruzzese di Chieti.
Questa compagine dopo aver sbagliato l’approccio al torneo perdendo la gara di esordio per due uno si riprende e vince le tre restanti gare a punteggio pieno poggiandosi tutto sulle qualità  atletiche e tecniche di due elementi, che già  l’anno passato avevano partecipato alle finali nazionali under 16.

La gara si basa tutto nella lotta fra una squadra che gioca in maniera corale ed un’altra che gioca sulle individualità , il ragazzo di colore Thiaw dotato di una esplosività  nelle gambe tipica della sua razza à¨, però, particolarmente ispirato e con un altissimo terzo tempo in posto tre fa grossi danni ai romani che non riescono a trovare le giuste contro-offensive. Il combattutissimo primo set termina con un 28/26 per i ragazzi di Chieti, nel secondo set i ragazzi di Ostia/Spinaceto cercano di risalire la china e partono lanciati con un 7/2, ma gli avversari risucchiano poco a poco lo svantaggio e in dirittura d’arrivo superano di slancio i romani ormai completamente sfiduciati.

Nel primissimo pomeriggio lo scontro fra i delusi, le teste di serie numero due e tre, entrambi sconfitte a sorpresa nella mattinata, disputano una gara “orribile” in cui i piemontesi salvano la faccia raggiungendo una vittoria che non porta nessuna gioia. I ragazzi del Progetto che al termine della gara vengono “cazziati” dal punto di vista tecnico dal coach Di Bello e dal punto di vista comportamentale dalla dirigenza, si riscattano la mattina dopo chiudendo al settimo posto con una limpida vittoria per 2 a 0 contro il Keracoll Catania.

A chiusura della manifestazione si disputa la finalissima per il titolo: Chieti (sic) contro Sisley . Gli oro granata hanno però ed in abbondanza tutti i mezzi fisici per contrastare i teatini e la partita è un monologo quasi noioso, in cui brilla un ragazzo di sicuro avvenire : Mazzon del Treviso 197 cm nato nel 96 con buona tecnica ed elevazione (under 13, doppio sic) …… Piccolo inciso, il tecnico della Sisley la sera prima in una chiacchierata informale con il sottoscritto si era lamentato del fatto che oltre alle altre società  leader nella pallavolo devono subire a Treviso anche la concorrenza interna (Rugby, basket, calcio)… uscito dall’albergo cercavo un albero dove appendere un cappio.

Una menzione, infine, anche per la Robur di Ravenna che sconfitta in semifinale dai trevigiani per 2-1 meritava moralmente il secondo posto anche per il giusto mix fra tattica, tecnica e atleticità  espresso in campo

Cosa manca alle squadre laziali? Potevano fare di più ? Il Velletri senza dubbio, piombato all’ultimo momento, non è stato determinato nelle prime gare ed ha pagato amaramente questa partenza restando travolto dagli eventi scivolando così nella bassa classifica ben oltre i propri demeriti. Il Progetto, nato come una collaborazione fra Ostia, Roma 12 ed All Volley per potenziare il settore maschile giovanile nel XII e XIII municipio, può invece lamentarsi di non aver colto la grande occasione di fare una finalissima anche se non la meritava fino in fondo. Le migliori squadre avevano in media delle riserve con maggiore esperienza, un’altezza media superiore e delle esperienze che le squadre laziali non possono raggiungere se non a scapito di grossi sacrifici : molte di esse, infatti, partecipano alla Boy League, effettuano collegiali e tornei in vari periodi dell’anno, reclutano ad ampio raggio sul territorio con accordi di mutuo scambio fra società , e per ultimo hanno la possibilità  di usufruire con continuità  di impianti confortevoli.

Il Progetto si era impegnato per colmare il gap con le migliori società  italiane facendo un collegiale a settembre e partecipando al torneo a Cesenatico, ma se questo,unito ad un grosso impegno del tecnico e dei ragazzi, le ha permesso di raggiungere l’alto livello non è ancora sufficiente per raggiungere il podio. Servirà  radunare i migliori della zona sud sotto un’unica squadra ampliando la collaborazione tecnica ed economica dell’Ostia VC anche con il suo grande potenziale umano ancora in parte inesplorato.

Alla fine della stagione ed al raggiungimento dell’obiettivo primario, in qualità  di responsabile del Progetto reputo opportuno tracciare anche un breve profilo “semi-serio” su tutti le componenti della squadra Progetto Roma Sud :

DE FABRITIIS : il capitano, posto quattro, ha profuso grande impegno nel reggere la baracca in ricezione e difesa ed in prima linea si è destreggiato con onore in attacco trovandosi spesso di fronte muri alti e compatti contro i quali le sue doti di “smanettatore” hanno sovente brillato, nel carnet anche qualche muro voto 7 e mezzo.

MAZZONE : per la vera punta dell’attacco della squadra romana non è stato il torneo che tutti si aspettavano, non si è mai veramente sbloccato giocando troppo spesso di rimessa, ( e il ragazzo si deve ricordare che anche i grandi attaccanti prendono sempre qualche “chiodo”) evidentemente ad uno dei ragazzi più dotati in circolazione e non ancora quattordicenne, le troppe responsabilità  e le troppe aspettative dei compagni probabilmente non hanno giovato, ma le occasioni di riscatto però non mancheranno anche con i vari CQP e CQR voto 7 meno meno;

ROMEO: è stato il giocatore che nei momenti bui ha risolto molti problemi alla squadra correndo come un pazzo da tutte le parti ad alzare palloni impossibili, la sua battuta è stata una spina nel fianco per molte squadre e peccato che la ricezione della propria squadra ed una eccessiva severità  applicata dagli arbitri nell’intero arco della manifestazione sul palleggio degli alzatori, non gli abbia consentito di sviluppare il gioco da lui preferito voto 7 e mezzo.

ALMANZA: al primo anno vero di pallavolo, piedone (47) ha fatto progressi notevoli nel corso dell’anno, ma nel suo ruolo (il centro e non c’è il libero) la vita a questi livelli è molto dura; qualcuno che conta ha però notato la sua elevazione e le sue acerbe potenzialità  ancora inespresse. voto 6 e mezzo;

NARDINI:.il più guascone del gruppo, l’atleta sempre pronto ad scardinare (almeno a parole..) i muri avversari, non ha potuto esprimere con continuità  i propri mezzi, però quando la ricezione glielo ha permesso ha effettuato, merce rara da quelle parti, degli ottimi primi tempi che sono risultati quasi sempre vincenti voto 7 +;

NOTARNICOLA / SILVESTRI : nel ruolo oscuro di posto due (vorrei quasi rispolverare un termine del passato “fuorimano” perchè il termine opposto è un po’ lontano dalle loro caratteristiche ) i due si sono alternati nel corso del torneo alternando bei momenti a prestazioni opache, la disabitudine ,che poi appartiene all’intera squadra, agli scambi prolungati li ha costretti ad un super lavoro anche mentale sia in prima che in seconda linea, l’esperienza maturata è stata però fondamentale per il loro futuro sportivo in cui hanno capito che per salire di livello dovranno migliorare la continuità  delle loro prestazioni voto 6 e mezzo;

AMATO, RUJU, NIGRO, MANZI, RAO : la formula del torneo (2 set su 3, e prima la classifica avulsa e poi le eliminatorie dirette) non ha permesso ai ragazzi di fare troppe apparizioni con loro grande dispiacere. In partite sempre tirate e sul filo dei nervi ci vuole molto coraggio per cambiare qualcosa che tutto sommato funziona e quindi auguriamo ai ragazzi di rifarsi nel futuro. A maggior ragione per i tre ‘96 a cui rimangono le fasi finali del campionato under 13 e la fresca convocazione per il CQP Roma 3. senza voto .

DI BELLO : anche uno degli allenatori più pacati del panorama giovanile laziale ha subito il fascino stressante delle finali nazionali ed è apparso ai ragazzi stranamente adrenalinico fin dalle prime fasi (la strada per arrivare ai livelli raggiunti da altri storici allenatori della società  è ancora lunga..) Come già  detto la formula del torneo non permetteva troppi svolazzi tattici che già  di suo non fanno parte del bagaglio usuale del tecnico e quindi ha dovuto limitarsi a gestire al meglio i sette atleti scesi maggiormente in campo. I ragazzi nel complesso, grazie al suo apporto costante e qualificato, hanno fatto un’ottima stagione e quattro sconfitte (e solo l’ultima di essa è stata un psico-dramma) su 24 gare disputate la dicono lunga sul lavoro svolto in una stagione in cui sono stati raggiunti dei traguardi che mancavano da tanti anni. Ad Majora(na) voto 8

PAGANO/DASSI : i due assistant coach sono stati preziosi nell’analizzare i punti deboli delle squadre avversarie e nel correggere i nostri difetti ed hanno, ancora una volta, dato prova di passione, competenza e disponibilità  sobbarcandosi, senza farlo pesare in alcun modo, un impegno che non porta gloria voto 7 e mezzo

SPURIO : Il grande acquisto della stagione corrente, si avvisano subito le altre società  che non è in vendita a nessun prezzo, la nostra dirigente, infatti, oltre ad occuparsi in maniera brillante di tutti i problemi della squadra che non riguardano la sfera propriamente tecnica, si è talmente appassionata alle vicende societarie che nel corso dell’anno la si è trovata spesso anche alle partite di non sua stretta competenza mettendo sempre a disposizione la propria esperienza e professionalità  maturata nel mondo aziendale dove opera con successo voto 9.

GENITORI degli ATLETI : compagnia eterogenea, umorale, chiassosa, appassionata, disponibile. Nella mia quasi quarantennale esperienza non ho mai trovato una concentrazione di “pazzi” di questa portata (alcuni esempi: maglietta per tifo e giocatori preparata ad hoc per le finali, t-shirt per i dirigenti, striscione professionale gigante per le finali nazionali (unica squadra), tifo organizzato con trombe ed attrezzi di vario genere… insopportabile per me figuriamoci per gli avversari). La vera nota di merito di questa compagnia di vivandieri, autisti, fotografi, tamburini, cameramen è la capacità  di fraternizzare (al termine della partita…) anche con i genitori delle squadre avversarie a prescindere dal risultato voto 9.



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