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Dream Team Roma, intervista a Marzia Ottone: “La pallavolo è il mio approdo sportivo definitivo”

Pur essendo arrivata da pochi mesi nel club di Via Sebastiano Satta, l'ex Giro Volley ha conquistato la stima dell'intero staff tecnico.

22/gen/2010 | Dream Team Roma
Foto Dream Team Roma

Foto Dream Team Roma

Romana, classe 1994, figlia d’arte, Marzia Ottone rappresenta per il Dream Team la palleggiatrice titolare della rappresentativa under 16 impegnata nel campionato provinciale di Elite, squadra nella quale mister Comandini la preferisce a quell’Ilaria Goubrial che occupa lo stesso ruolo nella squadra impegnata in Serie D.

Un attestato di grande fiducia per una ragazza che è solamente al secondo anno di attività  in un club dopo lunghi trascorsi a livello scolastico. Cerchiamo di scoprirla un po’ meglio con questa chiacchierata.

Quali sono i tuoi trascorsi pallavolistici?

“I miei esordi risalgono ai tempi della quarta elementare presso la Scuola Sinopoli e di fatto sono rimasta li fino alla stagione scorsa. Ho iniziato come martello ma poi ho chiesto (e ottenuto) di essere spostata nel ruolo di regista per la quale mi sentivo più portata. Dopo la fine dell’esperienza alla Sinopoli mi sono trasferita alla Giro dove sono rimasta per tutta la scorsa stagione, mentre all’inizio di questa sono arrivata qui al Dream Team”.

Hai avuto altre esperienze sportive nella tua vita?

“Diciamo che mi posso definire una sorta di “girovaga” dello sport. Prima (e anzi spesso in parallelo) ho praticato ben sette anni di nuoto, due di pallacanestro (nel ruolo di playmaker, evidentemente è destino di Marzia essere sempre la regista delle squadre in cui gioca ndr), alcuni mesi di calcio ed anche una esperienza nell’hockey su prato. Perchè poi ho optato per la pallavolo? E’uno sport che mi ha sempre appassionato e se qualcuno pensa che sia stata mia mamma a orientarmi nella scelta rispondo che questo non è assolutamente vero. Quindi è stata una scelta tutta mia”

Hai qualche modello di riferimento nella pallavolo dei “grandi” a cui ti ispiri?

“Direi che più di modello di riferimento parlerei di giocatore che mi ha sempre affascinato quando da bambina lo vedevo giocare. Il suo nome? Paolo Tofoli”.

Veniamo alle vicende agonistiche della squadra in cui sei maggiormente impiegata, ovvero la rappresentativa Under 16. Quali ritieni che possano essere le prospettive della compagine in questa stagione?

“Se debbo dare un giudizio sintetico sul tipo di quello che viene dato a scuola direi che quello che maggiormente confacente alla nostra squadra sia discreto. Se debbo tradurre questo giudizio in una realistica posizione di classifica finale nel nostro girone direi che possiamo ambire al terzo-quarto posto. Ritengo quindi che l’obiettivo playoff sia probabilmente al di fuori della nostra portata. Ma sia chiara una cosa. Noi lotteremo fino all’ultimo per poterli comunque raggiungere”.

Sei arrivata da poco al Dream Team. Hai avuto modo di stringere legami più forti con alcune tue compagne piuttosto che con altre?

“Queste qui sono domande a cui rispondere è sempre difficile perchè si rischia sempre di escludere qualcuno Se proprio devo indicare un nome dico Claudia Cardone, una ragazza che fa parte del nostro gruppo solo da poco tempo”

Ti va di raccontarci qualcosa della Marzia Ottone, ragazza quindicenne al di fuori della palestra?

“Frequento il secondo anno del Liceo Scientifico con risultati direi positivi (Marzia ha le media dell’otto anzi sottolinea lei non senza una punta di civetteria che la media sarebbe dell’8+ e Luca Liguori ascoltando questa domanda ha esclamato che è una “secchiona” ndr) . Le discipline per cui mi sento più portata sono quelle matematiche e scientifiche e vorrei sfruttare questa propensione per un futuro nel campo della medicina veterinaria o comunque per una disciplina scientifica. Esattamente come tante altre ragazze la concomitanza fra impegni scolastici e sportivi riduce all’osso il tempo per altri interessi. Ho comunque un certo interesse per il cinema ed in particolare per il genere horror e anche per i film romantici anche se questi ultimi preferisco vederli preferibilmente con le amiche piuttosto che con gli amici”

Un’ultima domanda. Da qualche partita scendi in campo con un particolare segno di riconoscimento. Le stringhe delle scarpe da gioco sono una di colore verde e l’altra arancione. C’ò un motivo scaramantico dietro questa scelta?

“No, non c’è alcun motivo di questo tipo dietro tale scelta. Direi che si tratta semplicemente di una motivazione di carattere estetico”



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