Dopo la 6^ edizione dei Sunday Volley e la 2^ della Coppa d’Autunno che ha visto al via 35 squadre in sette categorie, hanno preso il via i Campionati provinciali 2010.
Anche quest’anno è stata abbondantemente superata quota cento a conferma dell’ottimo trend intrapreso negli ultimi anni.
C’è stata invero una leggera flessione (da 125 a 119 iscrizioni) da contrapporre però ad un aumento delle società  affiliate elemento questo da leggere in chiave sicuramente positiva in relazione all’ampliamento sul territorio provinciale.
La pallavolo CSI si gioca da Arcinazzo a Nettuno, da Fregene a Zagarolo, da Vicovaro a Subiaco senza contare la maggior diffusione all’interno del GRA con importanti realtà  da Montesacro all’EUR, da Cinecittà  a Prima Porta.
La flessione non ha toccato minimamente le categorie giovanili: Esordienti, ragazze, Allieve e Juniores presentano come sempre numeri elevati.
Così come sempre è stato difficile organizzare tornei per i maschi ma d’altra parte il settore maschile della pallavolo è un po’ in crisi a tutti i livelli.
Bene come al solito l’Open Mista (15 compagini) categoria che rappresenta idealmente la pallavolo targata CSI: agonismo e socializzazione, amicizia e sportività  .
Sicuramente la suddivisione in Golden e Silver League ha aiutato alcune realtà  amatoriali a prendere coraggio per affrontare un vero campionato rendendo i tornei più interessanti e divertenti attraverso un livellamento di valori che mette di fronte squadre più omogenee per tecnica ed esperienza.
E’ stato riproposto l’uso di formule con gironi preliminari e tabellone finale ad eliminazione diretta molto gradito da tutte le società  che, pur giocando un buon numero di gare, non sono costrette a veri tour de force in interminabili (e spesso noiosi) campionati all’italiana.
Si giocheranno circa 750 gare da qui alle finali di giugno interamente coperte da un gruppo arbitrale che fa sempre più proseliti dai quali si sente dire che: “nel CSI ci si diverte ad arbitrare” grazie alla educazione sportiva ed alla collaboratività  da parte dei tecnici, dei dirigenti e degli atleti stessi.
In fondo i grandi risultati si ottengono a piccoli passi, gradualmente, senza forzare la mano e noi tutti pensiamo di essere sulla strada giusta.