
Foto Dream Team Roma
Dream Team Roma-KK Eur 0-3
19-25, 23-25, 13-25
Dream Team Roma: 1 Muscetta 1 p.to; 2 Migliaccio Spina 4 p.ti; 3 (L) Vitale; 7 Canneva 2 p.ti; 8 Macellari 2 p.ti; 10 Cannarsi 6 p.ti; 11 Sangiorgio 2 p.ti; 12 Zanotti 3 p.ti; 14 Capocci 1 p.to; 23 (K) Galasso 5 p.ti. All. Comandini
Quando una vincita al Totocalcio rappresentava per gli italiani uno dei sogni nel cassetto (e questo di fatto avveniva fino all’avvento del più ricco ma meno romantico SuperEnalotto), il conseguimento del fatidico “tredici” o in seconda battuta del più facile “dodici” era da considerarsi un traguardo particolarmente ambito. Calandosi nella realtà  Dream Team questo secondo traguardo è stato centrato nella giornata di ieri dall’unica compagine maschile di Via Sebastiano Satta. Peccato però che si tratti di risultato tutt’altro che lusinghiero visto che il dodici raggiunto dai ragazzi di Fiorenza Comandini è il numero di sconfitte consecutive incassate dall’inizio di 2010. A beneficiare del periodo che definire no è oramai eufemistico è stato quel KK Eur al cospetto del quale oramai tre mesi fa è iniziata questa sequenza nera che lo ricordiamo ha prodotto appena un punto in classifica.
Tre a zero il risultato finale di una sfida che è apparsa quasi sempre segnata qualora si eccettui la seconda frazione che i ragazzi di patron Di Ludovico hanno avuto in mano per larghi tratti prima di crollare in prossimità  del fatidico filo di lana. Al fischio iniziale del direttore di gara il Dream Team Roma si schierava con un sestetto che a parte il libero Vitale comprendeva Capocci in cabina di regia, Canneva e Migliaccio Spina centrali, Sangiorgio opposto con capitan Galasso e Cannarsi bande. Formazione che in corso d’opera il coach tiburtino ha più volta cercato di modificare fin dal tempo inaugurale laddove Capocci e Sangiorgio sono stati accantonati per fare posto a Zanotti e Macellari. Decisione, questa, confermata anche all’inizio del secondo tempo ma rivista verso la fine dello stesso quando il sestetto è stato rivoluzionato per metà  con il rientro di Capocci in luogo di Zanotti, l’innesto di Muscetta in luogo di Canneva e quello di Sangiorgio per capitan Galasso. Ma non era tutto. L’inizio di terzo tempo vedeva il rientro di Zanotti ma non nel ruolo di palleggiatore che aveva ricoperto in precedenza ma in quello di banda a scapito sempre del capitano giallo-blu per un sestetto di fatto del tutto inedito nella sua composizione.
La cronaca del match si rivela essere piuttosto scarsa di spunti visto che come già  accennato in precedenza il KK Eur ha sempre dettato i tempi della gara fin dal primo set dove, dopo un inizio equilibrato caratterizzato dall’unico vantaggio dei padroni di casa sul 5-4, gli ospiti sono venuti fuori con un break di 5-.0 a cui i padroni di casa sono stati in grado di rispondere riuscendo a riportarsi sul -1 (11-12) ma senza andare oltre. Superato questo brevissimo momento di smarrimento gli esponenti di Roma Sud riallungavano progressivamente fino a raggiungere il massimo divario del set sul 24-17. Un sussulto di reazione aveva come unico effetto quello di protrarre l’attesa per la chiusura del tempo al terzo tentativo ma allo scoccare del minuto n.19 la frazione iniziale era bella che archiviata.
Il secondo parziale è stato quello in cui i ragazzi di casa hanno fatto maggiormente sperare i loro (peraltro pochissimi) sostenitori presenti sugli spalti di Via Vertumno. Fin dall’inizio gli uomini agli ordini di Mister Comandini facevano l’andatura della partita favoriti (va detto) da un eccessiva fallosità  degli ospiti. E sapevano poi ben reagire al tentativo ospite di ribaltare le sorti della contesa inanellando un parziale di sette a uno che li portava da -2 a +4 (da 12-14 a 19-15). Qui però anzichè chiudere i ragazzi tiburtini si disunivano e subivano il clamoroso ritorno degli esponenti di Via Gherardi che prima si rifacevano sotto sul 22-21 e poi dopo aver concesso l’ennesimo punto in maniera gratuita portavano a casa gli ultimi quattro episodi del set chiudendolo in 24 primi. Una grande occasione sprecata anche per il fatto che non si è riusciti ad approfittare dei ben tredici errori punto concessi degli ospiti (pari al 57% dell’intero fatturato offensivo di Galasso e C).
Il terzo set si poteva anche evitare di giocare. I giallo-blu partiti con un handicap iniziale di 3-9 provavano a reagire riuscendo in due occasioni (sul 7-10 e sul 10-13) a rifarsi sotto. Ma proprio quest’ultima situazione di punteggio segnava l’inizio della fine visto che da quel momento la squadra che porta nella sua ragione sociale il nome del leggendario Kirk Kilgour prendeva il volo conquistando tutti i successivi sette punti e creando le condizioni per chiudere in scioltezza a quota 13 dopo solo 18 minuti al primo match point.
E ora a tre giornate dal termine del campionato la situazione di classifica è a dir poco disperata. La sorprendente vittoria del Frascatown sul San Giorgio fa sì che ora il distacco dalla terz’ultima posizione (occupata dalla Virtus Roma) sia di ben sei lunghezze.
Quindi c’è da fare ben pochi calcoli. Per sperare nella salvezza servono almeno sette punti visto che la presenza dello scontro diretto fra Virtus Roma e Cs Roma all’ultima giornata impedisce di potersi salvare arrivando a quota 15 visto che in questo caso i ragazzi di Verderocca sarebbero condannati dal minor numero di vittorie conseguite. Se sette punti possono in teoria bastare è però altrettanto vero rimarcare che un esito favorevole alla Virtus Roma nello scontro sopra menzionato potrebbe rendere vana anche la conquista di tutti i nove punti in palio. In sintesi le probabilità  di salvezza sembrano essere oramai ridotte al lumicino. Un vero peccato per una formazione che era partita all’inizio della stagione con ben altri obiettivi e che si è disunita a stagione in corso.