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Under 18 f.le

Dream Team Roma, si infrange ad un passo dal traguardo il sogno delle “diciottine”

L'eliminazione arriva solamente nel set di spareggio dopo aver sprecato un match-point.

11/mag/2010 | Dream Team Roma
Foto Dream Team Roma

Foto Dream Team Roma

Piva-Gomitolando Dream Team Roma 3-1
25-19, 21-25, 25-22, 25-21

Dream Team Roma: 3 Tè1 p.to; 4 (L) Cancro; 5 Goubrial 10 p.ti; 10 Alessia Valentini; 11 Fantini 9 p.ti; 12 (K) Elena Morrocchi 16 p.ti; 13 Ottone 1 p.to; 14 Bruni; 16 Pallotta 4 p.ti; 17 Dell’Agnello NE; 28 Quatrini 2 p.ti.. All.Liguori. Team Manager: Umberto Morrocchi

Set di spareggio

Piva-Gomitolando Dream Team Roma 17-15

Dream Team Roma: 3 Tè3 p.ti; 4 (L) Cancro; 5 Goubrial 1 p.to; 10 Alessia Valentini NE; 11 Fantini 1 p.to; 12 (K) Elena Morrocchi 1 p.to; 13 Ottone; 14 Bruni NE; 16 Pallotta; 17 Dell’Agnello NE; 28 Quatrini.

Nel vocabolario che generalmente viene utilizzato dagli adulti per educare i bambini nel commentare situazioni di disappunto si ricorre spesso a vocaboli come acciderbolina, poffarbacco e simili.

Ci consenta chi legge queste righe di ricorrere anche noi a questi termini per commentare quello che è lo stato d’animo che pervade tutti coloro che hanno i colori giallo-blu nel cuore per un motivo o per l’altro dopo la rocambolesca eliminazione della squadra Under 18 avvenuta ieri sera in casa del Piva. E’un utilizzo assolutamente lecito perchè queste ragazze per una serata (ma diciamo anche per cinque mesi) ci hanno fatto tornare tutti quanti un pò bambini per le emozioni che ci hanno trasmesso esattamente come facevano gli idoli sportivi che hanno fatto trepidare molti di noi agli albori delle nostre esistenze. Ed anche le lacrime che sono scese copiose dai loro occhi e che hanno bagnato i lori volti segnati dalla fatica di una logorante battaglia sembravano un refrain degli sfoghi caratteristici dei primi anni.

La grande avventura è finita quando il traguardo era veramente ad un palmo. Ed è finita in un modo che neanche il più grande romanziere di sceneggiature gialle poteva concepire. Infatti solamente il set di spareggio resosi necessario dopo che le padrone di casa avevano ribaltato l’uno a tre subito nella partita di andata ha deciso chi domenica prossima si recherà  a Guidonia per giocarsi l’atto finale del campionato provinciale di Elite. E la sorte (che quando si incontrano due formazioni di pressochè pari valore recita sempre un ruolo determinante) ha premiato le padrone di casa (che peraltro hanno avuto il merito di essere sempre presenti nei momenti clou) quando queste sembravano ad un passo dal baratro. Le ragazze di Via Sebastiano Satta dopo un continuo rincorrersi fino all’11-11 riuscivano infatti ad allungare sull’11-13 e poi dopo aver subito il rientro delle padrone di casa trovavano la forza di andarsi a procurare un “final point” che veniva però annullato dall’attacco del Piva. Un Piva che scampato il pericolo si metteva esso stesso nelle condizioni di chiudere la sfida ma per far ciò doveva aspettare la seconda occasione utile dopo aver sprecato la prima con uno dei tanti errori che hanno caratterizzato la sua fase offensiva (53 in cinque frazioni), approfittando di un fallo fischiato alla formazione ospite. Tutto quanto accaduto nelle precedenti (comunque intensissime) fasi di gioco rimane chiaramente sullo sfondo rispetto a questo finale thrilling.

Volendo raccontare in sintesi quanto accaduto prima del set di spareggio si può iniziare dall’approccio certamente non foriero di buoni presagi che ha caratterizzato la vigilia giallo-blu con l’attacco febbrile che ha colpito il centrale Fantini recuperato solo all’ultimo momento e soprattutto i problemi di stomaco che hanno colpito Pallotta durante il riscaldamento e che hanno fortemente contribuito a ridimensionare la prestazione di colei che solamente otto giorni fa è stata capace di mettere a segno qualcosa come 21 punti. Mister Liguori decideva comunque di rischiare ambedue le ragazze preferendo non intaccare quelle alchimie che tanti successi avevano fruttato negli ultimi tempi e puntando sul consueto sestetto che vedeva oltre alle due atlete già  citate, Taccari in cabina di regia, Quatrini come altro centrale, Goubrial opposto, capitan Morrocchi come altro martello e infine Cancro libero. Una formazione che il mister tiburtino rivedeva più volte durante la gara alternando in cabina di regia ben tre elementi (oltre a Taccari anche Ottone e Goibrual), inserendo spesso Tè sia come banda (per far rifiatare la claudicante Pallotta) che come opposto e concedendo un piccolo spazio nel terzo set anche a Valentini (come centrale) e Bruni come opposto. Nonostante le problematiche sopra delineate l’inizio era veramente da sogno. Il turno iniziale di Taccari valeva infatti la conquista di tutti i primi sette punti della contesa grazie anche va detto ad una fallosità  ospite che raggiungeva percentuali ragguardevoli nella prima (ma anche nella seconda) frazione ridimensionandosi solamente nella seconda parte di gara ad eccezione del set di spareggio in cui tornava a crescere. Ma il Piva, lo avevamo già  sottolineato all’andata è squadra vera, tosta e non solo non si è lasciata intimorire da questo inizio sprint ma ha prima recuperato fino a giungere al 11-11 e poi dopo una lunghissima fase punto a punto durata fino al 18-17 trovava lo spunto vincente conquistando tre punti in sequenza che le ragazze di casa sapevano poi non solo capitalizzare fino alla fine ma anche incrementare fino al 25-19 conclusivo maturato al primo set point dopo 23 minuti di gara e nonostante i ben 13 errori punti concessi.

L’andamento del secondo tempo aveva un susseguirsi di eventi piuttosto dissonante da quello precedente caratterizzandosi per un controllo quasi totale da parte delle ospiti che al di la del 3-1 iniziale comandavano sempre il gioco rispondendo dapprima con un break di 0-5 che capovolgeva l’inizio avverso e gestendo poi le operazioni con una invidiabile freddezza visto che il Piva come già  palesato in numerose circostanze non ci stava minimamente a subire e si riportava in diverse occasioni ad una incollatura delle avversarie le ultime delle quali sul 20-21. Qui però saliva in cattedra Marzia Ottone che, subentrata a Taccari in cabina di regia, sapeva capitalizzare al meglio non solo il suo turno di servizio (condendolo con un ace) ma si rendeva protagonista anche di alcuni salvataggi difensivi di grandissima fattura che davano il via libera alle ambizioni giallo-blu che chiudevano la frazione sul 21-25 alla prima occasione utile dopo 1.380 secondi di gara. Una frazione va detta anche questa caratterizzata da una eccessiva fallosità  delle padrone di casa che concedevano ben 12 annotazioni a referto in modo del tutto gratuito.. Il Piva sembrava messo all’angolo visto che a questo punto della gara per approdare alla finale avrebbe dovuto conquistare i due set successivi e il conseguente parziale di spareggio, cosa che sembrava impresa titanica in un contesto di così grane equilibrio.

E forse risiedono nella terza frazione (oltre che nell’extra-time) i maggiori rimpianti della serata giallo-blu visto che per larghi tratti la squadra di Liguori ha giocato questa frazione a stretto contatto con le avversarie senza però riuscire a trovare la forza per scappare. Forza invece che le ragazze di Roma Nord trovavano in corrispondenza del 16-16 allorquando con un parziale di 8-2 si trovavano nella condizione di aver a disposizione ben sei set-point. Chiusura comoda? Lo pensavano tutti quanti tra quelli presenti nella palestra Agnini tranne una. Francesca Pallotta. Il numero 16 giallo-blu per un attimo tornava ad essere lo spauracchio delle ragazze di casa e dopo essersi impossessata della battuta dava un contributo fondamentale nell’annullare le prime quattro possibilità . Era però forse troppo chiedere di realizzare fino in fondo quello che sarebbe stato un autentico miracolo sportivo e proprio una sua battuta lunga chiudeva i giochi dopo ben 26 minuti di gara sul 25-22.

Il clima nel quale si svolgeva la quarta frazione era sportivamente parlando incandescente. Le due squadre supportate dai numerosi tifosi che via via erano giunti nell’impianto di Viale Adriatico davano via ad una contesa senza esclusione di colpi alternandosi al comando della gara fino al 12-12. Qui le padrone di casa conquistavano sei dei successivi sette punti. E neanche il prepotente ritorno delle giallo-blu capaci di ritornare sotto fino al 18-17 e poi sul 22-21 spaventava più di tanto le ragazze di Montesacro che mettevano le mani sulla frazione in maniera definitiva conquistando gli ultimi tre punti e suggellando la loro supremazia (almeno nei tratti decisivi di gara) alla prima occasione utile dopo 26 minuti di gara.

Quelli nel calcio verrebbero definiti tempi regolamentari finivano qui e avendo già  detto del susseguirsi degli eventi del tempo supplementare non resta che formulare le più vive congratulazioni al Piva. La squadra di Montesacro ha confermato il grande spessore che già  aveva fatto trasparire nelle tre precedenti sfide stagionali e si è rivelata essere ancora una volta (esattamente come avvenuto negli ottavi di finale dello scorso anno contro la Smvolley) formazione capace di rovesciare esiti che oramai sembrano indelebilmente scritti. Uscire di scena contro cotanto avversario e nel modo rocambolesco in cui questo è avvenuto (ad aggiungere altro rammarico si pensi che nel computo dei punti complessivamente conquistati negli otto set “regolari” le giallo-blu hanno sopravanzato di nove lunghezze le rivali: 180-171) deve essere per le ragazze di patron Di Ludovico motivo di grandissimo orgoglio e di fiducia. Il futuro per queste ragazze si prospetta radioso a patto ovviamente di mantenere quella costanza e determinazione che in questi mesi sono state caratteristiche imprescindibili di un gruppo cementatosi giorno dopo giorno. Tra le altre cose l’uscita di scena di ieri sera non equivale alla fine del ciclo di questa formazione come spesso avviene per una formazione giovanile. Andando a vedere le carte di identità  delle singole atlete si può notare come solamente per tre di esse (Morrocchi, Taccari e Tà¨) quello di Viale Adriatico ha rappresentato il passo di addio al settore giovanile. Non solo. Gran parte di coloro che sono state convocate ieri hanno ancora avanti non solo un anno ma addirittura un biennio e ben quattro (Bruni, la rivelazione Cancro, Dell’Agnello e Alessia Valentini) essendo del 1995 hanno ancora ben tre anni a disposizione per emergere in questa categoria. E’lecito sperare che quindi il sogno spezzatosi ieri possa riannodarsi già  nella prossima stagione.

Queste le parole di un commosso Luca Liguori a fine gara

“Sono orgoglioso di queste ragazze, hanno dato tutto giocando spesso in condizioni di estrema difficoltà , è stato un percorso stupendo che meritava una miglior sorte e che lascia dunque l’amaro in bocca, ma lo sport è questo, dobbiamo essere tutti fieri di ciò che abbiamo fatto. Complimenti alle avversarie, hanno fatto di tutto per giungere alla finale e se la sono meritata, nelle vittorie come nelle sconfitte bisogna avere dignità . Il mio grazie alle mie atlete per avermi seguito e per essere giunte dove mai eravamo arrivati prima in appena due stagioni, ora lasciamo che la voglia di rivincita e di migliorarsi prenda il posto della delusione e torniamo a sorridere ed a lavorare, con ancora più ardore.”.

Per una volta niente titolo di MVP. A tutte le ragazze nessuna esclusa va assegnato un encomio per la splendida stagione vissuta e un ringraziamento per le forti emozioni che hanno saputo regalare. Mai come in questo caso aveva ragione Zdenek Zeman quando affermò “Il risultato è casuale, la prestazione no”



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