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Serie B2 m.le

Per l’Arvalia anche il Trofeo Appio

Russino miglior giocatore del Torneo.

01/lug/2010 | Arvalia
Foto Arvalia

Foto Arvalia

Dopo una splendida prima stagione in un campionato nazionale chiusa con un meritatissimo quarto posto, l’Arvalia di Marco Vetrella non si ferma e si aggiudica anche il Trofeo Appio, uno degli obiettivi stagionali ancora mai raggiunto nonostante le 5 finali disputate.

Da sempre apprezzato appuntamento estivo per provare nuovi innesti e consentire l’inserimento delle nuove leve, il XXXII torneo Appio – memorial “Maria Pinzuti” ha regalato quindi un’ulteriore soddisfazione alla squadra del Presidente Paciotti, che anche quest’anno riesce ad arricchire la bacheca con un trofeo importante.

In un Palaluiss carico di pubblico ed entusiasmo l’Arvalia ha battuto in finale proprio il Casalbertone, squadra con cui negli ultimi anni, con correttezza ed amicizia, la battaglia è stata continua. Un derby nel derby, anche se le due compagini sono giunte all’appuntamento con molte differenze rispetto alla “squadra tipo” del campionato: da un lato le assenze di Speranza e Verri, dall’altra quella di Nuovo, Paparella e Panici. Nonostante il 3-0 faccia intendere una netta supremazia per Ghirelli e compagni, è stata partita vera ed equilibrata.

Questo il commento proprio del capitano Parvis Ghirelli:

“Lo scorso anno non l’abbiamo fatto per il playoff e devo dire che ci è mancato molto, è un bellissimo modo per posticipare la fine della stagione e dare uno sguardo al futuro. A noi in particolare quest’anno questo torneo è servito per provare alcuni nuovi innesti e restare appunto in palestra un mese e mezzo in piĂą ad allenarci per fare al meglio il prossimo anno.

Sono stato molto contento della vittoria, ma ancor di più di come siamo riusciti ad affrontare il torneo. Partita dopo partita, ogni singolo giocatore ha dato prova di tenerci e di voler dimostrare di non essere appagato della bellissima stagione. Meritatissimo il premio come miglior giocatore a Flavio Russino, che dimostra ogni volta di essere il fulcro della squadra e la vera arma in più. Avevamo alcuni innesti molto probabili per l’anno prossimo oltre ai ragazzi che quest’anno si sono guadagnati l’onore degli avversari e la riconferma con i nostri colori. Un applauso particolare va ad Alessio Corsetti ed Eugenio Ostrovskyi, che sono stati fondamentali, e lo saranno sicuramente anche il prossimo anno. Molto buone le prove anche dei “provinati” Cirillo, da sempre un obiettivo dichiarato, Marco Gambassi e soprattutto di Palmerino Tamilia e Fabio Pregnolato, entrambi provenienti dalla prima divisione, che mi sembra si siano già ambientati alla grande e che spero davvero di veder la prossima stagione con noi. Se così non fosse, sarà comunque stato un piacere giocare e allenarmi al loro fianco! Un grazie particolare va a quei compagni come Valerio Palombi, Alessandro Paolini e Francesco Paparella, oltre allo sfortunato Perugini (al rientro dopo mesi di lavoro fuori Roma ha avuto un incidente che non gli ha permesso di partecipare come meritato al torneo) che comunque si sono resi disponibili a darci una mano nelle varie partite ed hanno contribuito a questa bella vittoria.

Nonostante abbiamo utilizzato sempre formazioni differenti, siamo riusciti a non abbassare il nostro livello di gioco e una volta in più abbiamo dimostrato che il gruppo è assolutamente il centro e la forza della nostra formazione. In finale siamo riusciti a battere una squadra coriacea come il Casalbertone, che pur privo di Speranza e Verri, rimane una squadra assolutamente di livello”.

Una battuta sul futuro ormai prossimo:

“Ora un po’ di meritato riposo e obbligatoria concentrazione nel mercato estivo, per costruire una squadra di livello, fatta di persone che amano questo sport e che hanno voglia di condividere una stagione intera con questo gruppo, un bel saluto a chi non ci sarĂ  o troveremo da avversario. Ovviamente la speranza è quella di riuscire a fare un campionato simile allo scorso anno”.

Anche Vetrella commenta sullo stesso tono del capitano:

“ Vincere è sempre bello, dopo un anno così lo è ancora di più perché è l’ulteriore dimostrazione del lavoro fatto che, a prescindere dai protagonisti singoli, premia comunque l’impianto generale e l’idea della squadra che abbiamo impostato in queste stagioni. Sono contento soprattutto per questo, aver subito fatto assaggiare il sapore della vittoria ai ragazzi che probabilmente saranno con noi l’anno prossimo, e cominciare anche a far capire a tutti gli altri che, se si lavora con serietà e concentrazione, possono cambiare i protagonisti ma la qualità della squadra rimane sempre molto alta. Aver vinto con due ragazzi della prima divisione quasi sempre fissi in campo, contro avversari da sempre abituati a palcoscenici diversi è quindi motivo d’orgoglio prima per loro e poi per chi li ha allenati in prima divisione e li ha preparati al salto verso una categoria più difficile in cui dovranno impegnarsi molto per levigare quel gap tecnico e mentale che hanno per forza di cose in questo momento”.

Una grande stagione finita con la ciliegina sulla torta…In previsione dell’anno prossimo cosa cambierà?

“Finisce una stagione meravigliosa, in cui abbiamo aperto un nuovo ciclo speriamo duraturo come il precedente, con lo stesso spirito di divertimento e abnegazione totale per la squadra, da sempre la nostra grande forza. Ovviamente c’è sempre un po’ di tristezza perché quando finisce una stagione quasi perfetta qualcosa cambia sempre ma alla fine cambiano solo i particolari…l’immagine d’insieme no. L’Arvalia continuerà con la propria indole fatta di pochi fronzoli e tanta quantità e qualità in palestra.
Ci saranno partenze e nuovi innesti, come tutti gli anni in cui cambiamo sempre quasi metà della squadra. Ma l’Arvalia continuerà come al solito, facendosi rimpiangere spesso da chi ha voluto provare nuove esperienze, per poi tornare, forse, deluso, facendosi apprezzare da quelli che restano e, speriamo, facendo “innamorare” quelli che arrivano.
Molti pensano che siamo sempre gli stessi da anni, un gruppo storico e molto unito basato sull’amicizia, in realtà negli ultimi tre anni abbiamo cambiato quasi tutto, tranne tre giocatori (Ghirelli-Russino e Perugini) ed il sottoscritto, ma non abbiamo mai perso l’identità di gruppo e di squadra perché chi viene è quasi sempre una persona che ha le stesse caratteristiche morali di chi è andato via. E a noi interessa poco come fai il bagher o la battuta, prima vediamo l’uomo, poi il giocatore.

Il fatto di dare l’idea di un gruppo di amiconi, sempre compatto e quasi immobile è invece proprio la nostra forza: ossia la continuità di lavoro e di spirito che fa si che non importa chi siano i partecipanti singoli ma l’idea d’insieme. D’altronde è uno sport di squadra e sono la squadra e la società che devono emergere come entità. I singoli cambieranno sempre, lo spirito dell’Arvalia speriamo non cambi mai”.



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